Licenza pesca in mare diventa a pagamento - Blog Raccontidipesca
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Licenza pesca in mare diventa a pagamento

La licenza di pesca in mare a pagamento rischia davvero di diventare realtà . Noi di RACCONTIDIPESCA abbiamo seguito questa questione dall’inizio (in altri articoli all’interno del blog) tutto inizia con un censimento e poi si trasforma in una TASSA PER I PESCATORI . I pescatori sportivi in mare potrebbero dover pagare una tassa annuale dal primo gennaio 2016 10 euro per la pesca da terra e 20 euro per la pesca dall’imbarcazione.

raccontidipesca quanto mi costi
Pesca quanto mi costi

E’ stato presentato alla camera il nuovo testo unico che sostituisce tutte le proposte precedenti e si avvia alla discussione in Commissione Agricoltura.

CLICCA SOTTO PER LEGGERE IL TESTO

testo unico presentato alla camera

 

UN PICCOLO ESTRATTO
L’articolo 21 della Proposta di Legge C. 338 e C. 339 stabilisce che “A decorrere dal l° gennaio 2016 chiunque intenda effettuare attività di pesca sportiva o ricreativa in mare è tenuto alla comunicazione di cui all’articolo 1 decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del 6 dicembre 2010, come modificato dal decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 15 luglio 2011. La comunicazione ha validità annuale.”
Mentre “chiunque” – ossia tutti – sono tenuti alla comunicazione, solo i soggetti di età compresa tra i 16 ed i 65 anni sono tenuti al pagamento di un “contributo annuo pari a 20 euro se intendano esercitare la pesca sportiva da imbarcazioni a motore e pari a 10 euro negli altri casi“.
Chi sarà colto a pescare in violazione alle norme sulla comunicazione e sul versamento del “contributo” sarà soggetto a sanzione amministrativa di 51 euro “incrementata del doppio“. Precisamente, alla “la sanzione amministrativa di cui all’articolo 1168 del codice della navigazione approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, incrementata del doppio“. questo significherebbe 51 euro + 102 = 153 euro, ma …………? Le solite leggi che custodiscono i soliti lati oscuri.
Rispetto agli attrezzi utilizzabili per la pesca sportiva in mare l’articolo 22 abroga la lettera f) dell’articolo 138 del DPR 1639/68 e con esso la possibilità di utilizzare parangali e nasse. Coerentemente, il comma 2 abroga le lettere d) ed e) dell’articolo 140 del Regolamento, che limitavano l’uso di questi attrezzi adesso abrogati.
Spiega il realtore Luciano Agostini ,deputato della Commissione si vuole introdurre una piccola tassa per censire il settore della pesca in mare da versare al bilancio dello stato ripartita il 60% dei preventi destinato allo sviluppo della filiera ittica ,il 30% al finanziamento delle attivita’ di vigilanza controllo e contrasto al fenomeno della pesca illegale svolta dal Corpo delle Capitanerie di porto e una quota del 10% per la pesca sportiva ,la cui gestione viene affidata al Coni.
mentre le associazioni della pesca sportiva e ricreativa, in rappresentanza di oltre 1 milione di pescatori, continuano a non essere interpellate e neanche mai ascoltate. Cercheremo di tenervi informati.

 
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Scritto da  Raccontidipesca